a cura di Rossella Ceccarini

La pubblicazione del Quaderno dell’antiriciclaggio “Statistiche – Segnalazioni di operazioni sospette – I semestre 2026”, redatto dall’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, restituisce la fotografia di un sistema di collaborazione attiva in forte crescita: nel primo semestre del 2026 l’Unità ha ricevuto 90.200 Segnalazioni di operazioni sospette (SOS), il valore semestrale più elevato mai registrato, con un incremento dell’11,6% rispetto allo stesso periodo del 2025 (+9.373 unità). Nello stesso arco temporale, la UIF ha analizzato 90.049 segnalazioni, con una crescita del 10,7% rispetto all’anno precedente, mantenendo sostanzialmente allineata la capacità di lavorazione all’aumento del flusso in ingresso.
Il dato, tuttavia, richiede una lettura non soltanto quantitativa. La crescita si è distribuita lungo l’intero semestre, ma è stata determinata prevalentemente da due banche telematiche, in continuità con quanto già osservato nel 2025. La dinamica segnala, quindi, non soltanto un aumento della collaborazione attiva, ma anche una maggiore concentrazione dei flussi in alcuni operatori caratterizzati da modelli digitali e da elevati volumi di operatività a distanza. Coerentemente, banche e Poste si confermano il principale canale di alimentazione del sistema con 55.653 SOS, pari al 61,7% del totale (+10.021 unità rispetto al primo semestre 2025, quando l’incidenza era del 56,5%). Sul piano contenutistico, il quadro resta pressoché integralmente assorbito dalle ipotesi di riciclaggio, che rappresentano il 99,8% del totale (90.023 SOS). Le segnalazioni riconducibili al finanziamento del terrorismo sono state 163, in leggera diminuzione rispetto alle 168 del primo semestre 2025, mentre quelle relative al finanziamento della proliferazione di armi di distruzione di massa sono salite a 14 unità, rispetto alle 9 dell’anno precedente. Numeri contenuti in valore assoluto, che richiedono comunque una lettura specialistica non assimilabile alla dinamica generale del flusso. Gli altri intermediari ed operatori finanziari hanno trasmesso 16.738 SOS (18,6% del totale), in diminuzione dell’11,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. All’interno del comparto si osservano andamenti differenziati: sostanzialmente stabili le segnalazioni degli istituti di pagamento, mentre si riducono quelle degli IMEL (-16,2%, da 7.888 a 6.607), delle imprese di assicurazione (-38,3%, da 1.636 a 1.009) e degli intermediari finanziari ex art. 106 TUB (-31,6%, da 752 a 514). I soggetti non finanziari e gli uffici della pubblica amministrazione hanno inviato 17.809 SOS (19,7% del totale), in crescita dell’8,8%. L’aumento è riconducibile soprattutto agli operatori del comparto oro e preziosi, che hanno trasmesso 3.805 segnalazioni rispetto alle 1.439 del primo semestre 2025, con una variazione del 164,4%. In espansione anche le segnalazioni dei soggetti attivi nella custodia e trasporto valori (da 258 a 460 SOS). Risultano, invece, in diminuzione le segnalazioni dei prestatori di servizi di gioco (-16,7%) e dei professionisti (-2,8%); tra questi ultimi, notai e Consiglio nazionale del Notariato restano la componente prevalente con 4.883 SOS (-3,2%). Le comunicazioni della pubblica amministrazione si mantengono su livelli molto contenuti, con 247 SOS, in calo del 18,5% rispetto alle 303 del corrispondente periodo del 2025.
Sotto il profilo territoriale permane una forte concentrazione: le province di Milano, Roma e Napoli raccolgono, in valore assoluto, quasi un terzo del totale nazionale. Rapportando, tuttavia, le segnalazioni alla popolazione residente, emergono differenze significative: oltre a Milano (375 SOS per 100.000 abitanti) e Napoli (256), valori elevati si osservano a Prato (241), Trieste (219) e Reggio Emilia (211), a conferma di un’intensità segnaletica significativa anche in territori diversi dai principali poli urbani.
L’operatività segnalata raggiunge circa 61 miliardi di euro, di cui quasi 55 miliardi riferibili ad operazioni eseguite, in aumento rispetto ai quasi 53 miliardi del primo semestre 2025. La forma tecnica prevalente resta rappresentata dai bonifici nazionali (41,9%), seguiti da carte di pagamento e moneta elettronica (20,7%), bonifici esteri (14,1%) e money transfer (10,5%).
Quanto all’origine del sospetto, il 37,1% delle SOS deriva dalla rilevazione dei sistemi automatici, il 24,6% dai controlli delle strutture centrali ed il 16,9% dalla rilevazione allo sportello, mentre il comportamento sospetto del cliente origina il 12,6% delle segnalazioni. Automazione, controlli specialistici e conoscenza diretta del cliente non costituiscono canali alternativi, ma componenti complementari del medesimo presidio.
Un profilo centrale della pubblicazione riguarda la qualità dell’analisi. Il 41,1% delle SOS analizzate è stato classificato a rischio alto o medio-alto, il 36,6% a rischio medio ed il 22,3% a rischio basso o medio-basso. Ancora più significativo è il ruolo svolto dalla UIF nella riqualificazione del rischio: il 14,3% delle segnalazioni inizialmente indicate dai soggetti obbligati come “basso rischio” è stato successivamente riclassificato dall’Unità come “rischio alto o medio-alto”, grazie all’integrazione informativa ed alla visione sistemica non disponibile al singolo segnalante. È migliorato anche il profilo della tempestività: il tempo mediano di inoltro si riduce da 27 giorni nel primo semestre 2025 a 23 giorni nel primo semestre 2026. Permangono, tuttavia, differenze molto ampie tra categorie di segnalanti: 76 giorni per SGR, SICAV e SICAF, 79 per gli intermediari ex art. 106 TUB, 87 per i prestatori di servizi di gioco e ben 397 giorni per gli uffici della pubblica amministrazione. Nei fenomeni caratterizzati da rapida dispersione dei fondi, la tempestività incide direttamente sull’utilità della segnalazione. Nel semestre, la UIF ha inviato 3.152 richieste di informazioni ai soggetti obbligati, il 7% in più rispetto al primo semestre 2025, prevalentemente rivolte a banche e Poste. Sono inoltre proseguite le iniziative di feedback: oltre alla comunicazione degli esiti delle SOS considerate non rilevanti o a basso rischio, ad aprile 2026 è ripresa la trasmissione delle schede di feedback rinnovate, arricchite da nuovi indicatori sintetici sulla qualità della collaborazione attiva ed estese a tutti i segnalanti che abbiano raggiunto la soglia minima di 100 SOS nel periodo di riferimento.
La fotografia consegnata dal Quaderno UIF mostra, dunque, un sistema antiriciclaggio che cresce nei numeri, ma che viene valutato sempre più sulla base della capacità di selezionare correttamente il rischio, trasmettere tempestivamente le informazioni e migliorare la qualità delle segnalazioni. Il numero record di SOS non viene presentato come un risultato autosufficiente, ma come un fenomeno da scomporre per categoria, origine, territorio, tempestività e grado di rischio.

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