Advisora continua a promuovere la diffusione della cultura della legalità e la valorizzazione delle buone pratiche di economia etica e sostenibile, raccontando le esperienze di chi ogni giorno trasforma la legge in cambiamento reale.
I beni confiscati alla criminalità organizzata rappresentano uno degli strumenti più efficaci di contrasto alle mafie: colpire il patrimonio significa colpire il potere. In Italia, la legge n. 109/1996 ha aperto la strada al riuso sociale dei beni confiscati, poi consolidato dal Codice Antimafia, facendo del nostro Paese un laboratorio di innovazione giuridica e civile oggi riconosciuto anche a livello europeo con la Direttiva (UE) 2024/1260.
Questa norma – definita da molti una vera e propria “Rognoni-La Torre europea” – armonizza la disciplina della confisca e incoraggia gli Stati membri a destinare i beni sottratti all’illegalità a scopi di interesse pubblico e sociale, riconoscendone la funzione di riscatto delle comunità più colpite.
In questo solco si inserisce la testimonianza della Cooperativa EVA, protagonista del video-racconto pubblicato sul canale YouTube di Advisora Italia: una realtà femminile che, nei beni confiscati di Casal di Principe, ha saputo coniugare impegno contro la violenza di genere, inclusione lavorativa e sviluppo locale, trasformando luoghi di sopraffazione in spazi di libertà e impresa sociale.
La storia di EVA dimostra come la leadership femminile possa rendere concreta la rinascita dei beni confiscati, generando valore economico, coesione e diritti.
Perché restituire un bene significa restituire dignità, autonomia e speranza: è questa la sfida che Advisora intende continuare a sostenere, contribuendo a una legalità che si fa scelta quotidiana, responsabilità condivisa e futuro europeo.
👉 Guarda la video-intervista completa alla Cooperativa EVA sul canale YouTube di Advisora Italia

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