a cura di Rossella Ceccarini
Il Senato ha approvato in prima lettura, il 26 novembre 2025, il disegno di legge (atto n. 2721) recante disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani. Il d.d.l. introduce un complesso e articolato pacchetto di interventi penali, processuali e amministrativi che rafforzano il contrasto alle frodi agroalimentari e ridefiniscono obblighi e responsabilità per le imprese del settore, con particolare impatto sui modelli organizzativi e sulle misure sanzionatorie. Il testo, ora all’esame della Camera, punta a rafforzare la tutela del patrimonio agroalimentare italiano, rendendo più severo il quadro sanzionatorio e aumentando la pressione sui comportamenti scorretti, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza e trasparenza per consumatori ed imprese.
In sintesi, queste sono le novità:
Profili penali
- Inserito nel codice penale un nuovo Capo II-bis dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare.
- Rafforzate le pene per la contraffazione delle indicazioni geografiche (art. 517-quater).
- Introdotti i nuovi reati di agropirateria (517-novies), frode alimentare (517-sexies) e commercio di alimenti con segni mendaci (517-septies), con aggravanti specifiche (517-octies).
- Previste pene accessorie più severe e la confisca obbligatoria dei beni.
- Le imprese coinvolte possono essere sanzionate fino a 500 quote ai sensi del d.lgs. n. 231/2001.
Profili processuali
- Il P.M. potrà effettuare ispezioni senza avvisare il difensore se vi è rischio di alterazione delle prove.
- Gli alimenti sequestrati ma idonei al consumo potranno essere destinati a scopi benefici (enti locali, associazioni, animali abbandonati).
- Sono ammesse le intercettazioni nei procedimenti per frode alimentare e commercio con segni mendaci. Per quest’ultimo reato è prevista la possibilità di operazioni sotto copertura con non punibilità degli agenti infiltrati.
Rivista la disciplina di cui al d.lgs. n. 297/2004, con sanzioni ora comprese tra un minimo ed un massimo (es. da 10.000 a 50.000 euro per violazioni sui marchi).
In materia di tracciabilità degli alimenti (reg. CE 178/2002), le multe vanno da 6.000 a 48.000 euro o fino al 3% del fatturato annuo, con tetto massimo di 150.000 euro.
Inasprite le sanzioni per violazioni su etichettatura, denominazione, ingredienti e origine (d.lgs. n. 231/2017), con nuove misure specifiche per l’uso improprio delle denominazioni di latte e derivati.
Introdotto il blocco ufficiale temporaneo per violazioni documentali formali, senza rischio per la salute, con custodia dei prodotti affidata all’operatore stesso.
Riordinato il regime sanzionatorio della pesca marittima, graduando le pene in base alla gravità (es. quantità di pescato oltre i limiti).
Per il settore vitivinicolo, prevista l’inibizione cautelare dell’uso della denominazione protetta in caso di violazioni.

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