a cura di Rossella Ceccarini

È stata pubblicata la Relazione annuale sull’attività svolta nel 2025 dall’ANBSC (Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata), predisposta ai sensi dell’art. 112, comma 1, d.lgs. n. 159/2011. Il documento illustra le principali attività realizzate e gli obiettivi raggiunti dall’Agenzia nel corso dell’anno, confermando il ruolo centrale dell’ANBSC nel sistema di gestione e destinazione dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata.
La Relazione evidenzia, anzitutto, i risultati conseguiti sul piano della destinazione dei beni. Nel corso del 2025 sono stati, infatti, destinati 3.639 cespiti immobiliari, con una prevalenza delle assegnazioni agli enti territoriali, pari al 74,45% del totale. Sul versante aziendale, sono state destinate 255 aziende, mentre la larga maggioranza dei provvedimenti ha riguardato procedure di liquidazione e cancellazione delle imprese, in ragione delle criticità patrimoniali o dell’assenza di capacità produttiva.
Un ulteriore profilo di rilievo è rappresentato dal rafforzamento dei processi di innovazione e digitalizzazione. La Relazione segnala, infatti, la piena operatività della Piattaforma unica delle destinazioni (PUD), strumento volto a centralizzare il processo destinatorio, a migliorare l’interoperabilità ed a ridurre i tempi amministrativi. A ciò si affianca il consolidamento delle funzionalità di Coopernico, utilizzato per la telematizzazione delle rendicontazioni e dei pagamenti, con un significativo incremento dell’operatività nel 2025.
La Relazione dà, inoltre, conto del potenziamento organizzativo dell’Agenzia. In attuazione del percorso di rafforzamento avviato dal d.l. n. 75/2023, convertito nella l. n. 112/2023, la dotazione organica è stata elevata a 300 unità, con conseguente attivazione di procedure di mobilità e stabilizzazione del personale. È stato altresì definito un nuovo assetto organizzativo, con decorrenza dal 1° gennaio 2026, per adeguare la struttura dell’Agenzia alla crescente complessità delle funzioni svolte.
Sotto il profilo delle strategie di valorizzazione e riuso sociale, il documento conferma la prosecuzione degli interventi del Tavolo di indirizzo e verifica su beni di particolare rilievo e richiama esperienze significative di valorizzazione del patrimonio immobiliare anche in presenza di liquidazione dell’impresa, come nel caso del “Castello Bracci”, destinato per finalità sociali.
La Relazione segnala, poi, alcuni aggiornamenti normativi rilevanti per l’attività dell’Agenzia. In particolare, la l. 9 giugno 2025, n. 80, di conversione del d.l. 11 aprile 2025, n. 48, ha inciso sul codice antimafia introducendo, tra l’altro, il nuovo art. 41, comma 1-novies, che prevede una verifica almeno annuale del tribunale sul permanere delle prospettive di prosecuzione dell’attività d’impresa, nonché il nuovo art. 45-bis, comma 1-bis, che esclude dall’impiego presso l’impresa confiscata i soggetti legati al destinatario della confisca da rapporti familiari o di convivenza ed i condannati per associazione mafiosa.
Infine, la Relazione conferma il crescente rilievo dell’ANBSC sul piano della cooperazione internazionale. Nel corso del 2025 l’Agenzia ha consolidato il confronto con delegazioni straniere, promuovendo il “modello italiano” di gestione dei beni confiscati e sviluppando scambi istituzionali con Brasile, Colombia e Uruguay.

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