Con la sentenza n. 32893 del 10 giugno 2026, pubblicata il 4 settembre 2026, la Sezione Quinta Penale della Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di cui all’art. 483 c.p. in relazione alla dichiarazione resa dal legale rappresentante di una società in una domanda di finanziamento pubblico, nella quale era stata attestata l’insussistenza di procedimenti pendenti a carico dell’impresa in relazione alla responsabilità di cui al d.lgs. n. 231/2001.


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