La Terza Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10930 pubblicata il 19 marzo 2025, ha respinto la richiesta di riesame e ha chiarito che esiste conflitto d’interessi tra rappresentante legale e società anche nelle s.r.l. unipersonali.
D.lgs. n. 231/2001: procedimento penale e partecipazione attiva dell’ente

La Terza Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38890 depositata il 23 ottobre 2024, ha chiarito che la partecipazione attiva dell’ente al procedimento che lo riguarda è subordinata alla sua previa costituzione, formalità individuata dall’art. 39 d.lgs. n. 231/2001 quale mezzo di esternazione della volontà diverso e più articolato di quello dell’imputato persona fisica, in quanto “corrispondente alla struttura complessa di tale figura soggettiva ed idoneo a rendere quanto prima ostensibile l’eventuale conflitto di interessi derivante dall’essere il legale rappresentante indagato o imputato del reato da cui dipende l’illecito amministrativo (cfr. anche Cass. pen., Sez. U., 28 maggio 2015, n. 33041).
Responsabilità ex d.lgs. n. 231/2001: non consentita l’imputazione coatta dell’ente

La Quarta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37751 del 23 maggio 2024 depositata il 15 ottobre 2024, ha affermato che, a differenza di quanto previsto per le persone fisiche, non può essere disposta l’imputazione coatta dell’impresa sotto indagine, sulla base del d.lgs. n. 231/2001, per violazione della normativa a presidio della sicurezza dei lavoratori (nel caso di specie, reato di lesioni colpose con infrazione della disciplina antinfortunistica).
Responsabilità dell’ente ed incompatibilità assoluta ex art. 39 d.lgs. n. 231/2001
CORTE DI CASSAZIONE, Sezione VI Penale, sentenza n. 34476 del 23.05.2024 depositata il 12.09.2024. La Sezione Sesta della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34476 depositata il 12 settembre 2024, ha stabilito che il giudice, prima di dichiarare inammissibile l’istanza di riesame, deve verificare se l’ente era consapevole, al momento della richiesta, di essere indagato e dunque dell’incompatibilità assoluta del suo legale rappresentante indagato a sua volta per il reato presupposto.
D.d.l. Cybersicurezza e Modello 231: il testo approvato dalla Camera

La Camera dei Deputati, nella seduta del 15 maggio 2024, ha approvato il disegno di legge n. 1143 recante “Disposizioni in materia di rafforzamento della cybersicurezza nazionale e reati informatici”, ora trasmesso al Senato per la sua lettura.Nel disegno di legge è previsto un aumento generalizzato delle sanzioni pecuniarie amministrative disciplinate dal d.lgs. n. 231/2001 applicabili alle imprese a seguito alla commissione di delitti informatici.
LE IMPRESE E IL RISCHIO DI APPLICAZIONE DI MISURE DI PREVENZIONE ANTIMAFIA: I MODELLI ORGANIZZATIVI COME STRUMENTO DI RISOLUZIONE DELLE CRITICITA’
Le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione si esprimono sull’applicabilità della messa alla prova alla disciplina della responsabilità di cui al d.lgs. n. 231/2001

Le Sezioni Unite Penali della Suprema Corte, con sentenza n. 14840 del 27 ottobre 2022, depositata il 6 aprile 2023, hanno enunciato il seguente principio di diritto: “l’istituto dell’ammissione alla prova di cui all’art. 168-bis c.p., non trova applicazione con riferimento alla disciplina della responsabilità degli enti di cui al D.L.vo n. 231 del 2001”.
Riforma Appalti ed illecito D.lgs. n. 231/2001: la contestazione dell’illecito 231/01 quale possibile causa di esclusione dalla gara

Nello schema di Decreto Legislativo di riforma del Codice dei contratti pubblici, la cui entrata in vigore è prevista entro il prossimo 31 marzo 2023 è contenuta una importante previsione ossia che la contestata o accertata commissione di uno dei reati di cui al d.lgs. n. 231/2001 integra una delle cause di “illecito professionale” che potrà essere tenuta in considerazione dalla stazione appaltante per escludere l’ente dalla gara d’appalto.
Illeciti d.lgs. n. 231/01: la cancellazione dal Registro delle imprese non è ostativa alla pronuncia di una sentenza pregiudizievole per l’ente

Tribunale di Milano – Ufficio del Giudice per le indagini preliminari – sentenza n. 2993/2022 del 15 novembre 2022
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, con la sentenza n. 2993 del 15 novembre 2022, ha stabilito che l’estinzione di una società successiva all’addebito definitivamente elevato in conformità al d.lgs. n. 231/2001 non impedisce la condanna dell’ente per un illecito ex d.lgs. n. 231/2001 se Pubblico Ministero e difesa avevano già raggiunto un accordo sull’applicazione della pena.
Cassazione n. 38025/2022: modello 231 efficace se operativo (Smaltimento illecito di rifiuti)

CORTE DI CASSAZIONE, sezione IV penale, Sentenza n. 38025 depositata il 07 ottobre 2022
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38025 depositata in data 07 ottobre 2022, ha ribadito che, ai fini del riconoscimento dell’attenuante prevista per le sanzioni pecuniarie (riduzione della sanzione pecuniaria da un terzo alla metà), non è sufficiente la sola nomina di un organismo di vigilanza e la semplice adozione del modello, ma questo deve essere reso operativo dall’ente.



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