La Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 142 depositata il 16 febbraio 2026, ha annullato l’ordinanza impugnata, rinviando al Tribunale di Ancona, intervenendo nuovamente sul tema della legittimazione del terzo nei procedimenti di confisca e chiarendo un principio destinato ad avere un impatto significativo nella prassi: il terzo può esclusivamente rivendicare la titolarità del bene e non può contestare i presupposti della misura ablativa.
CONFISCA DI PREVENZIONE: L’ESTRATTO DI RUOLO E’ TITOLO SUFFICIENTE PER L’AMMISSIONE DEL CREDITO

La Quinta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41756 depositata il 30 dicembre 2025, ha chiarito che, nell’ambito delle misure di prevenzione, i crediti iscritti a ruolo anteriormente al sequestro devono essere ammessi allo stato passivo quando il relativo ruolo non risulti annullato, sospeso o modificato, essendo sufficiente la produzione del solo estratto di ruolo.
TERZO INTESTATARIO FITTIZIO NELLA CONFISCA DI PREVENZIONE: LE SEZIONI UNITE RISOLVONO IL CONTRASTO GIURISPRUDENZALE

Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione, con sentenza del 5 settembre 2025 n. 30355, hanno statuito il seguente principio di diritto: “in caso di confisca di prevenzione avente ad oggetto beni ritenuti fittiziamente intestati a un terzo, quest’ultimo può rivendicare esclusivamente l’effettiva titolarità dei beni confiscati, senza poter prospettare l’insussistenza dei presupposti applicativi della misura, deducibile soltanto dal proposto”.
CONFISCA DI PREVENZIONE AVENTE AD OGGETTO BENI RITENUTI FITTIZIAMENTE INTESTATI AD UN TERZO: INFORMAZIONE PROVVISORIA DELLE SEZIONI UNITE

Le Sezioni Unite della Suprema Corte hanno posto fine ad un contrasto giurisprudenziale negando al terzo la possibilità di contestare i presupposti per l’applicazione della misura della confisca di prevenzione, quali la condizione di pericolosità, la sproporzione fra il valore del bene confiscato ed il reddito dichiarato, la provenienza del bene stesso.



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