Il 1° aprile 2026 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea la Direttiva UE 2026/799, un intervento normativo che punta ad armonizzare aspetti chiave delle discipline nazionali in materia di insolvenza. L’obiettivo è creare un quadro più coerente e competitivo a livello unionale, rendendo l’ambiente imprenditoriale più attrattivo per gli investimenti transfrontalieri e migliorando l’efficienza delle procedure di gestione della crisi.
UE: approvata la nuova Direttiva anticorruzione. Armonizzazione penale e nuovi obblighi per gli Stati membri

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la Direttiva sulla lotta contro la corruzione, che aggiorna e sostituisce la decisione quadro 2003/568/GAI e la Convenzione del 1997 relativa ai funzionari dell’Unione. Si tratta del primo quadro organico europeo di diritto penale anticorruzione, adottato con 581 voti favorevoli, 21 contrari e 42 astensioni, con l’obiettivo di modernizzare le definizioni dei reati, colmare le lacune applicative e rafforzare la cooperazione tra Stati membri.
Sgombero del bene confiscato alla criminalità organizzata: atto dovuto non subordinato alla destinazione

La Terza Sezione del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1807 pubblica il 6 marzo 2026, è intervenuta in tema di beni confiscati alla criminalità organizzata e ha affermato con chiarezza che, a seguito della confisca definitiva, il bene è assoggettato ad un regime pubblicistico incompatibile con la permanenza di situazioni di godimento private non espressamente tutelate dalla legge. In questa prospettiva, lo sgombero non costituisce espressione di una scelta discrezionale dell’amministrazione, ma rappresenta l’effetto necessario della misura ablativa e, quindi, un atto dovuto.
Accordi di ristrutturazione e transazione fiscale: la Cassazione conferma la retroattività dell’art. 1‑bis d.l. n. 69/2023

La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5309 pubblicata il 9 marzo 2026, è intervenuta in modo decisivo sull’ambito temporale di applicazione dell’art. 1‑bis d.l. 13 giugno 2023, n. 69, introdotto dalla legge di conversione n. 103/2023, chiarendo che la disciplina sulle soglie minime di soddisfacimento del credito pubblico nelle transazioni fiscali ex art. 63 CCII opera retroattivamente per tutte le proposte depositate dopo l’entrata in vigore del decreto-legge, ossia dal 15 giugno 2023.
Bene confiscato in condominio: legittima la concessione per finalità sociali

La Prima Sezione del TAR del Lazio, con la sentenza n. 2255 depositata il 5 febbraio 2026, ha affermato che, una volta divenuto definitivo il provvedimento di confisca, l’immobile acquisisce “una impronta rigidamente pubblicistica che non consente di distoglierlo, anche solo temporaneamente, dal vincolo di destinazione e dalle finalità pubbliche”, con conseguente “assimilabilità del regime giuridico del bene confiscato a quello dei beni facenti parte del patrimonio indisponibile”. Ne deriva che le garanzie partecipative e gli interessi dei condomini non possono incidere sulla destinazione sociale impressa al bene.
Nuova disciplina sull’accesso ai titolari effettivi: il Governo avvia il recepimento della Direttiva UE 2024/1640

Il Consiglio dei ministri del 10 marzo 2026 ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo volto al recepimento degli artt. 11, 12, 13 e 15 della Direttiva UE 2024/1640, parte del nuovo quadro europeo volto a prevenire l’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.
Accessi fiscali nei locali che coincidono con l’abitazione: la Corte EDU condanna l’Italia per violazione dell’art. 8 CEDU

La Corte europea dei diritti dell’uomo, con la sentenza del 5 marzo 2026 relativa ai ricorsi nn. 32961/18 e 32984/18, ha ritenuto che la disciplina italiana sugli accessi fiscali nei locali utilizzati come sede dell’impresa e, al tempo stesso, come abitazione privata, non garantisse un adeguato livello di tutela della vita privata e del domicilio. La causa riguarda “l’accesso e l’ispezione dei locali commerciali della società ricorrente, che aveva la propria sede legale presso l’abitazione del suo rappresentante legale e unico proprietario”.
Responsabilità 231: la sola carenza del modello non basta, serve la “colpa di organizzazione”

La Quarta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8397 depositata il 4 marzo 2026, ha ribadito che la responsabilità dell’ente ex d.lgs. n. 231/2001 non può fondarsi automaticamente sulla sola mancanza od inidoneità del modello organizzativo. La Corte ha richiamato, infatti, il principio secondo cui la responsabilità degli enti rappresenta “un modello di responsabilità che, coniugando i tratti dell’ordinamento penale e di quello amministrativo, ha finito con il configurare un tertium genus, compatibile con i principi costituzionali di responsabilità per fatto proprio e di colpevolezza”.
Bancarotta fraudolenta per distrazione: risponde come concorrente extraneus il professionista che organizza la spoliazione
Affidamento diretto: nessuna turbativa anche se preceduto da indagine di mercato

La Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6875 del 14 gennaio 2026 depositata il 20 febbraio 2026, ha chiarito che non può configurarsi il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353-bis c.p.) quando la legge consente l’affidamento diretto, anche se l’amministrazione decide – per scelta discrezionale – di svolgere un’indagine di mercato preliminare.
Rating di legalità: dal 16 marzo 2026 nuove regole, durata triennale e punteggi premianti per le imprese più virtuose

Entrerà in vigore il 16 marzo 2026 il nuovo Regolamento attuativo in materia di rating di legalità, adottato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) con delibera n. 31812 del 27 gennaio 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 33 del 10 febbraio 2026.
Bancarotta: quando è configurabile il concorso di commercialista ed amministratori nel reato

La Quinta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6314 del 21 gennaio 2026 depositata il 17 febbraio 2026, è intervenuta su responsabilità del professionista esterno nei reati di bancarotta e limiti dell’autore mediato ex art. 48 c.p. nei reati propri affermando che il soggetto extraneus può concorrere, per il suo contributo materiale o morale, nel reato realizzato dall’intraneus ma non può rispondere da solo quale “concorrente” di altro e più grave reato “proprio”, rispetto al quale difetterebbe evidentemente uno degli elementi costitutivi richiesti dalla fattispecie legale.
Confisca di prevenzione: il terzo non può invocare la sentenza della Corte costituzionale n. 7/2025 per ottenere la revoca della confisca

La Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 142 depositata il 16 febbraio 2026, ha annullato l’ordinanza impugnata, rinviando al Tribunale di Ancona, intervenendo nuovamente sul tema della legittimazione del terzo nei procedimenti di confisca e chiarendo un principio destinato ad avere un impatto significativo nella prassi: il terzo può esclusivamente rivendicare la titolarità del bene e non può contestare i presupposti della misura ablativa.
Digital Omnibus sull’AI: il parere n. 1/2026 congiunto di EDPB ed EDPS sulla proposta di semplificazione dell’AI Act

Il 20 gennaio 2026 il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) ed il Garante europeo della protezione dei dati (EDPS) hanno pubblicato il Parere congiunto n. 1/2026 sulla proposta della Commissione europea relativa al Digital Omnibus sull’intelligenza artificiale, presentata il 19 novembre 2025.
Dichiarazione infedele: sequestro per equivalente anche sui beni del legale rappresentante

La Terza Sezione della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2707 depositata il 23 gennaio 2026, ha sottolineato come “l’amministratore non è un soggetto terzo ed estraneo al reato, ma è colui che ha posto in essere la condotta penalmente rilevante, sicché la confisca per equivalente può legittimamente colpirlo in quanto autore dell’illecito indipendentemente dall’effettiva percezione del profitto, rilevando la riconducibilità soggettiva della condotta e non l’arricchimento personale”.
Misure di prevenzione: i termini differenziati per appello e ricorso per cassazione non violano la Costituzione

La Quinta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4645/2026, ha respinto la questione di illegittimità costituzionale sollevata in relazione alla presunta disparità di trattamento derivante dall’aumento del termine per proporre appello (oggi 30 giorni) e dalla permanenza del termine di 10 giorni per il ricorso per cassazione avverso i provvedimenti in materia di misure di prevenzione.



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