Supersocietà di fatto e holding di fatto: profili distintivi e presupposti di insolvenza

Supersocietà di fatto e holding di fatto: profili distintivi e presupposti di insolvenza

Con la sentenza del 22 ottobre 2025, la Corte d’Appello di L’Aquila ha respinto il reclamo avverso la sentenza emessa dal Tribunale di Teramo e confermato la decisione di primo grado, accertando l’esistenza di una supersocietà di fatto tra alcune società ed i rispettivi soci illimitatamente responsabili. In tale occasione, la Corte ha ribadito importanti principi in materia di accertamento dello stato di insolvenza, evidenziando gli elementi distintivi che separano tale configurazione dalla diversa fattispecie della cosiddetta holding di fatto.

Iscrizione nella White list come condizione contrattuale: profili di nullità

Iscrizione nella White list come condizione contrattuale: profili di nullità

La Sezione Quarta del T.A.R. per la Sicilia, con la sentenza n. 2088 pubblicata il 26 settembre 2025, ha stabilito, in tema di clausole inserite nella lex specialis di gara, che la clausola che impone al concorrente l’iscrizione nella White list è da considerare nulla per violazione dell’art. 10, co. 2, d.lgs. n. 36/2023 qualora l’attività oggetto dell’appalto non rientri tra quelle previste dall’art. 1, co. 53, l. n. 190/2012.

Moda e tracciabilità: la Commissione del Senato approva la certificazione di conformità delle filiere

Moda e tracciabilità: la Commissione del Senato approva la certificazione di conformità delle filiere

​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​La Commissione IX del Senato ha dato il via libera al primo pacchetto di misure per il settore della moda nell’ambito del disegno di legge annuale sulle piccole e medie imprese. Gli emendamenti, presentati in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, istituiscono un sistema di certificazione della filiera produttiva per garantire legalità, tracciabilità e correttezza in materia di lavoro e legislazione sociale lungo tutta la catena produttiva.

Interdittiva antimafia non menzionata: non è falso ideologico

Interdittiva antimafia non menzionata: non è falso ideologico

La Sezione Quinta della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33766 pubblicata il 14 ottobre 2025, ha annullato senza rinvio la condanna per falso ideologico a carico del legale rappresentante di una società che aveva presentato domanda di finanziamento garantito dal Fondo di garanzia per le PMI ai sensi del “Decreto liquidità” (d.l. n. 23/2020) stabilendo che l’omessa indicazione, in sede di richiesta di finanziamento garantito dal Fondo di garanzia per le PMI, di un provvedimento interdittivo antimafia privo di effetti ostativi non integra il reato di falso ideologico, trattandosi di dichiarazione irrilevante ai fini dell’erogazione del beneficio.

La Corte costituzionale è chiamata a decidere sull’estensione del Codice antimafia ai sequestri ordinari

La Corte costituzionale è chiamata a decidere sull’estensione del Codice antimafia ai sequestri ordinari

a cura di Rossella Ceccarini ​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​ CORTE DI CASSAZIONE, Sezione III Civile, ordinanza n. 27111 dell’08.10.2025 depositata il 09.10.2025 La Terza Sezione Civile della Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 27111, ha rimesso alla Consulta “la questione di legittimità

Crisi d’impresa: funzioni e differenze tra misure protettive e cautelari

Crisi d’impresa: funzioni e differenze tra misure protettive e cautelari

​​​​​​​​​​​​La Sezione Terza Civile Procedure Concorsuali presso il Tribunale di Monza, con il decreto ex art. 19 C.C.I.I. del 27 settembre 2025, ha osservato che le misure protettive e cautelari nel codice della crisi, pur svolgendo entrambe funzione cautelare, “servono una diversa nozione di strumentalità”.

Confisca di prevenzione: la Corte EDU ne ridefinisce i confini

Confisca di prevenzione: la Corte EDU ne ridefinisce i confini

La Corte ha ribadito che la confisca preventiva può essere compatibile con la Convenzione solo se rispetta un principio chiaro: il nesso tra i beni ed il reato. Come chiarito nella pronuncia, “una confisca preventiva non può sostituire l’onere della prova penale: occorre dimostrare un nesso tra i beni confiscati e l’attività illecita”.

Mancato superamento delle soglie dimensionali: l’onere della prova grava sul debitore

Mancato superamento delle soglie dimensionali: l’onere della prova grava sul debitore

La Corte d’Appello di Trento – Sezione Distaccata di Bolzano, con la sentenza emessa in data 16 luglio 2025, ha ricordato che il mancato superamento delle soglie dimensionali deve essere dimostrato mediante prova diretta, non potendo essere desunto sulla base di meri indizi in via presuntiva, giacché ciò si tradurrebbe inammissibilmente in un sovvertimento del criterio legale di riparto dell’onere della prova, con l’effetto di ritenere sufficiente una prova negativa – ossia l’assenza di elementi attestanti il superamento delle soglie – in luogo della necessaria prova positiva che, per espressa previsione normativa, deve essere fornita dal debitore.

L’intelligenza artificiale entra nella legislazione: stretta sulle responsabilità 231

L’intelligenza artificiale entra nella legislazione: stretta sulle responsabilità 231

Il 17 settembre 2025 il Senato ha approvato in via definitiva la prima legge italiana sull’intelligenza artificiale. Il d.d.l. introduce una serie di regole per disciplinare la produzione, l’utilizzo e la gestione dei sistemi di intelligenza artificiale, con particolare attenzione alla sicurezza, alla tutela dei diritti e agli investimenti pubblici e privati. Si tratta di un primo quadro normativo nazionale in Europa che disciplina lo sviluppo, l’adozione e la governance dei sistemi di IA, nel rispetto dei principi costituzionali, dei diritti fondamentali ed in piena coerenza con l’AI Act europeo.

Confisca ed effetti sui diritti reali anteriori al sequestro

Confisca ed effetti sui diritti reali anteriori al sequestro

​​​​​​​​​​​​​​​La Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30611 depositata il 12 settembre 2025, ha annullato l’ordinanza impugnata con rinvio per nuovo giudizio stabilendo che la confisca non pregiudica i diritti reali di garanzia costituiti in epoca anteriore al sequestro a condizione che il credito non sia strumentale all’attività illecita od a quella che ne costituisce il frutto o il reimpiego.