a cura di Rossella Ceccarini

La Commissione europea ha presentato una Proposta di regolamento per l’istituzione del Business Wallet (BWallet), un portafoglio digitale destinato a diventare lo standard per l’identità e le operazioni delle imprese nel mercato unico. A partire dal 2028, questo strumento mira a rivoluzionare le interazioni B2B (Business to Business) e B2G (Business to Government), promettendo una drastica riduzione di costi e burocrazia.

Assonime, in un recente Position paper (n. 06/2026), ha analizzato la proposta, sostenendone gli obiettivi ma evidenziando la necessità di interventi mirati per garantirne il successo e la diffusione capillare.

Attualmente, le imprese europee affrontano notevoli ostacoli operativi e normativi. La Valutazione d’impatto della Commissione europea che accompagna la proposta evidenzia un quadro critico:

  • costi amministrativi: la gestione di procedure cartacee, verifiche manuali e la riconciliazione tra sistemi nazionali disallineati costano in media oltre 100.000 euro all’anno per impresa;
  • oneri di compliance: i costi per la conformità normativa assorbono fino al 2,5% del fatturato delle piccole e medie imprese;
  • tempistiche: procedure come il “Know-Your-Customer” (KYC) nel settore finanziario possono richiedere fino a 50 giorni per ogni cliente aziendale.

Il BWallet nasce per superare queste barriere, applicando il principio “once only”: le informazioni ed i documenti aziendali, una volta verificati e inseriti nel portafoglio, saranno immediatamente riutilizzabili e riconosciuti in tutta l’Unione, eliminando duplicazioni e ritardi.

Il Business Wallet sarà un contenitore digitale unico e sicuro, attraverso cui ogni impresa potrà gestire credenziali, attributi e documenti con piena efficacia giuridica a livello transfrontaliero. L’adozione sarà volontaria per le imprese ma obbligatoria per le pubbliche amministrazioni, che dovranno accettare le interazioni tramite BWallet.

Le principali funzioni includeranno:

  1. Identificazione e Autenticazione: per interagire in modo sicuro con PA, altre imprese e istituti finanziari;
  2. Firme e Sigilli elettronici qualificati: per la sottoscrizione di contratti e documenti con pieno valore legale;
  3. Recapito certificato qualificato: un sistema per l’invio e la ricezione di comunicazioni e notifiche con valore giuridico equivalente ai servizi di recapito tradizionali;
  4. Gestione di procure e deleghe: inclusione della procura digitale e di sistemi di delega modulari per ottimizzare i flussi operativi interni.

L’approccio, tecnologicamente neutrale e guidato dal mercato, è pensato per stimolare la concorrenza tra i fornitori e l’innovazione, in linea con il quadro normativo del regolamento eIDAS 2.

Pur condividendo le ambiziose finalità della Proposta, Assonime sottolinea che la sola armonizzazione tecnica non è sufficiente per garantire il successo del BWallet. Nel suo Position paper, avanza tre proposte concrete per trasformare il potenziale dello strumento in benefici reali per le imprese:

  • Sostenibilità economica e Incentivi: è cruciale assicurare che ilBWallet sia economicamente accessibile sia per i fornitori di servizi che per gli utenti finali. Assonime suggerisce l’introduzione di incentivi, in particolare per PMI e start-up, per favorirne un’adozione generalizzata;
  • Alfabetizzazione digitale: si richiede agli Stati membri di implementare programmi obbligatori di formazione ed assistenza tecnica. Questo per consentire anche alle imprese meno strutturate di comprendere ed utilizzare efficacemente il nuovo strumento, colmando il divario digitale.
  • Interoperabilità reale: l’efficacia delBWallet dipende dalla sua piena integrazione con le infrastrutture di back-end, come i registri delle imprese, le banche dati fiscali e le camere di commercio. Senza un raccordo effettivo, l’interoperabilità rischia di rimanere “lettera morta”.

Secondo Assonime, il BWallet deve diventare parte di un “ecosistema doppiamente integrato”: da un lato, tecnologico, garantendo fiducia e collegamento tra tutti gli attori della catena del valore; dall’altro, giuridico, assicurando che all’uso delle informazioni nel portafoglio corrisponda il pieno diritto di utilizzarle legittimamente in tutta l’UE.

Con risparmi stimati superiori a 150 miliardi di euro l’anno ed un abbattimento dei tempi procedurali fino all’80%, il Business Wallet si preannuncia come un pilastro fondamentale per la competitività e l’integrazione del mercato unico digitale.


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IDENTITA’ DIGITALE EUROPEA PER LE IMPRESE: IL BUSINESS WALLET OPERATIVO DAL 2028