a cura di Rossella Ceccarini

Il Consiglio dei Ministri del 21 aprile 2026 ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che attua la Direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente, rafforzando in modo significativo la prevenzione e la lotta contro i crimini ambientali. Il provvedimento, che sostituisce le Direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE, si inserisce nel quadro europeo volto a contrastare il degrado ambientale, la perdita di biodiversità, gli effetti dei cambiamenti climatici e la crescente dimensione transfrontaliera della criminalità ambientale. Già approvato in esame preliminare il 20 gennaio 2026, il decreto aveva delineato gli ambiti principali dell’intervento, tra cui l’aggiornamento delle fattispecie penali, il rafforzamento delle aggravanti, l’adeguamento del sistema sanzionatorio ed il potenziamento del coordinamento investigativo. Con l’approvazione definitiva, il Governo ha recepito i pareri delle Commissioni parlamentari e ha introdotto ulteriori modifiche. Il comunicato governativo evidenzia alcune modifiche rilevanti introdotte a seguito dei pareri parlamentari, con particolare riferimento al coordinamento investigativo, all’estensione della responsabilità penale ed alla rimodulazione delle sanzioni.

Il decreto interviene sul codice penale ampliando ed aggiornando la disciplina degli eco‑delitti: oltre alle fattispecie di inquinamento ambientale, vengono introdotti i nuovi reati di commercio di prodotti inquinanti, produzione e commercio di sostanze ozono‑lesive e di gas ad effetto serra. Si precisano i contorni della condotta abusiva, si rafforzano le circostanze aggravanti e si adegua il trattamento sanzionatorio secondo i criteri di effettività, proporzionalità e dissuasività richiesti dalla Direttiva europea. Il provvedimento amplia, inoltre, il catalogo dei reati ambientali rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del d.lgs. n. 231/2001, adeguando il sistema sanzionatorio in coerenza con i principi europei.

Per garantire un’azione più efficace e tempestiva, il decreto istituisce presso la Procura generale della Corte di Cassazione il Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale, composto dal Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, dai Procuratori generali presso le corti d’appello e dal Procuratore nazionale antimafia. In sede di approvazione definitiva è stato previsto che il Procuratore generale possa avvalersi della collaborazione specialistica dell’Arma dei Carabinieri, rafforzando così la capacità investigativa del Sistema. Entro il 21 maggio 2027 il Parlamento dovrà inoltre elaborare e pubblicare la strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali, documento programmatico triennale che definirà gli obiettivi prioritari, valuterà le risorse necessarie e promuoverà misure di sensibilizzazione pubblica.

Tra le modifiche introdotte in sede definitiva, si segnala altresì l’estensione della responsabilità per morte o lesioni anche ai casi derivanti dal commercio di prodotti inquinanti, con il superamento del riferimento esclusivo all’inquinamento diretto. In materia di gestione non autorizzata dei rifiuti viene introdotta una distinzione sanzionatoria basata sulla pericolosità dei rifiuti, con pene che vanno dall’ammenda di 2.000 euro alla reclusione fino a tre anni.


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TUTELA PENALE DELL’AMBIENTE: VIA LIBERA DEFINITIVO AL DECRETO DI ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA (UE) 2024/1203
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