a cura di Rossella Ceccarini

Sul sito istituzionale dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata (ANBSC) è stata pubblicata la relazione annuale – riferita all’anno 2024 – sull’attività svolta e sui risultati conseguiti.
Nel 2024, l’ANBSC ha rafforzato il proprio ruolo nel panorama istituzionale, sia nazionale che internazionale, segnando un passaggio strategico nella propria evoluzione.
In linea con la missione istituzionale, l’Agenzia ha proseguito con determinazione il processo di restituzione alla collettività dei patrimoni illecitamente accumulati, promuovendo il riutilizzo sociale degli immobili confiscati come strumento concreto di contrasto alla criminalità organizzata e di valorizzazione del territorio.
Le attività svolte hanno consentito:
il consolidamento dei risultati ottenuti negli anni precedenti;
l’individuazione di nuove direttrici strategiche per il potenziamento della governance.
Al 31 dicembre 2024 risultano destinati complessivamente 26.427 beni immobili, di cui 9.893 terreni.
Ben 20.455 beni (pari al 77,4%) sono stati trasferiti al patrimonio degli Enti territoriali, avendo come destinatari 1.278 Comuni italiani (16,17% del totale), con punte significative (il 56,01%) nei Comuni della Regione Sicilia. Il Comune di Palermo si conferma al primo posto per numero di beni destinati, con 1.708 unità.
Nel corso dell’anno, l’Agenzia ha gestito oltre 3.265 imprese soggette a provvedimenti di ablazione patrimoniale, sia in fase giudiziaria che in fase di confisca definitiva.
È proseguita l’attività di valutazione delle aziende, distinguendo tra:
imprese operative e sostenibili, per le quali sono stati attivati interventi a tutela della continuità aziendale e dei livelli occupazionali;
“scatole vuote”, per le quali sono state avviate procedure semplificate di liquidazione e cancellazione, nel rispetto del principio di legalità.
I dati confermano una tendenza consolidata nelle destinazioni previste dall’art. 48 cod. antimafia.
Nel 2024, l’ANBSC ha proseguito nel perseguimento degli obiettivi di razionalizzazione e innovazione procedurale, anticipando il proprio coinvolgimento già nella fase cautelare dei procedimenti ablativi. Questa partecipazione precoce ha consentito una valutazione tempestiva delle potenzialità aziendali, favorendo:
la dismissione rapida delle imprese fittizie o improduttive;
la valorizzazione di quelle suscettibili di reinserimento nel circuito legale.
L’attività si è articolata in:
partecipazione diretta a circa 200 udienze camerali ex art. 41, comma 1-sexies, cod. antimafia;
invio di relazioni tecniche con proposte concrete sulla continuità o liquidazione delle aziende.
È stato inoltre avviato un percorso strutturato di interlocuzione con l’autorità giudiziaria, volto ad una valutazione giuridico-economica integrata, anche attraverso la definizione condivisa di criteri per la prosecuzione dell’attività d’impresa.
Un forte impulso è stato dato alla regolarizzazione delle società in gestione: nel 2024 sono stati approvati i bilanci di oltre 500 società di capitali, pari al 25% del portafoglio gestito (circa 2.000 società), con un incremento di 100 unità rispetto al 2023.
Alla data del 31 dicembre 2024, l’Agenzia risultava impegnata nella gestione di 3.265 compendi aziendali, distribuiti su tutto il territorio nazionale e in differenti fasi procedurali. È stata condotta un’analisi sistematica di tali realtà, considerando:
la fase processuale;
il settore produttivo;
la forma giuridica.
Questa classificazione ha permesso una lettura più efficace delle esigenze gestionali e delle prospettive economiche.
